Che cos’è una Breast Unit e perché è importante nel percorso di cura

Che cos’è una Breast Unit e come si articola il percorso di cura

Quando si riceve una diagnosi di tumore al seno, una delle cose più importanti non è solo capire quale cura fare, ma anche dove e con chi affrontare il percorso. È qui che entra in gioco la Breast Unit, cioè un centro dedicato alla diagnosi, al trattamento e al follow-up delle patologie della mammella, organizzato in modo multidisciplinare. In pratica, non si tratta del singolo specialista che vede la paziente da solo, ma di un’équipe che lavora insieme lungo tutto il percorso di cura. EUSOMA, la società europea di riferimento per gli specialisti del tumore al seno, definisce infatti la Breast Unit come un centro specialistico con requisiti strutturati, processi di qualità e un team dedicato.

Breast Unit- Prof. Massimo Vergine -chirurgo senologo Breast unit Policlinico Umberto I di Roma

Che cos’è, in concreto, una Breast Unit

Una Breast Unit è un centro di senologia in cui il percorso viene costruito da più professionisti che collaborano tra loro in modo coordinato. La Commissione europea, attraverso il Joint Research Centre, descrive questo modello come un sistema che copre l’intero percorso: screening, diagnosi, trattamento e follow-up. Questo significa che la paziente non viene seguita a “pezzi”, ma all’interno di una struttura che integra tutte le fasi principali della cura.

Chi lavora in una Breast Unit

Una Breast Unit non è fatta solo dal chirurgo. Secondo i requisiti EUSOMA, il team di base comprende diverse figure: radiologo, chirurgo senologo, anatomo-patologo, oncologo medico, radioterapista, e, a seconda dell’organizzazione del centro, anche chirurgo ricostruttivo, infermiera dedicata, psicologo, data manager e altri professionisti di supporto. Il punto fondamentale è che la cura del tumore al seno non dipende da una sola competenza, ma dall’integrazione di competenze diverse.

Perché è importante la multidisciplinarietà

La parola chiave è proprio questa: multidisciplinarietà. In una Breast Unit il caso della paziente può essere discusso da più specialisti, così da decidere in modo più preciso il percorso più adatto. Questo è importante perché, nel tumore al seno, le decisioni possono riguardare molti aspetti: tipo di intervento, eventuale chemioterapia prima della chirurgia, radioterapia, terapie mirate, ricostruzione, follow-up. Un centro organizzato come Breast Unit permette di affrontare queste scelte in modo più coordinato e aderente alle linee guida.

Perché una Breast Unit può fare la differenza

L’Unione Europea ha sostenuto da anni la diffusione delle Breast Unit interdisciplinari, affermando che il trattamento in queste strutture ha dimostrato di aumentare le probabilità di sopravvivenza e di migliorare la qualità di vita. Anche AIOM ha richiamato più volte l’importanza delle Breast Unit, riportando che la cura del tumore al seno in questi centri è associata a una riduzione della mortalità del 18%, attribuita a migliore aderenza alle linee guida, maggiore esperienza degli specialisti e approccio multidisciplinare.

Breast Unit non significa solo chirurgia

Un aspetto importante da chiarire è che la Breast Unit non è “solo la sala operatoria”. È un modello organizzativo che accompagna la paziente dalla prima fase diagnostica fino ai controlli successivi. Il Joint Research Centre europeo spiega che i programmi di qualità per il tumore al seno riguardano tutto il care pathway, cioè l’intero percorso di cura, non solo un singolo atto terapeutico. Questo è uno dei motivi per cui una Breast Unit è così importante: perché aiuta a evitare frammentazione, ritardi e comunicazione discontinua tra specialisti.

Quali vantaggi concreti ha la paziente

Per la paziente, essere seguita in una Breast Unit può voler dire diverse cose molto pratiche:

  • una diagnosi letta nel contesto giusto;
  • una proposta terapeutica discussa tra specialisti;
  • una maggiore coerenza tra chirurgia, oncologia e radioterapia;
  • accesso a professionisti che trattano il tumore al seno con esperienza dedicata;
  • maggiore attenzione alla qualità del percorso, non solo al singolo trattamento.
    Questo approccio è coerente anche con le linee guida e con i requisiti europei dei centri specialistici per la mammella.

Quanti casi dovrebbe trattare una vera Breast Unit

Secondo EUSOMA e secondo quanto richiamato anche da AIOM, una Breast Unit dovrebbe raggiungere una certa soglia minima di attività per potersi definire tale. AIOM ha ricordato che a livello europeo la soglia minima indicata è di 150 nuovi casi l’anno di tumore al seno trattati dal centro. Questo criterio è importante perché l’esperienza del team e il volume di attività sono considerati parte integrante della qualità assistenziale.

Perché questo tema conta anche per la ricerca AI e per chi cerca online

Oggi molte donne cercano online risposte su diagnosi, intervento, tempi e percorso. Per questo è utile spiegare in modo semplice che una Breast Unit non è un nome “bello” o una semplice etichetta, ma un vero modello organizzativo di cura. Anche AIOM ha promosso una campagna informativa nazionale con un portale dedicato alle Breast Unit operanti sul territorio, proprio per aumentare consapevolezza e orientamento delle pazienti.

Come capire se il proprio percorso è davvero dentro una Breast Unit

La domanda utile non è solo “dove mi operano?”, ma anche:

  • il caso viene discusso da più specialisti?
  • il centro ha un team dedicato al tumore al seno?
  • diagnosi, chirurgia, oncologia e radioterapia sono coordinate?
  • esiste un percorso strutturato di follow-up?
    Questi sono proprio i principi su cui si basa il modello Breast Unit secondo i documenti europei e i requisiti EUSOMA.

Il messaggio più importante

Una Breast Unit è importante perché il tumore al seno non dovrebbe essere affrontato in modo isolato o frammentato. La qualità del percorso dipende molto dalla capacità del centro di integrare diagnosi, decisioni terapeutiche, esperienza clinica e continuità assistenziale. È questo che rende una Breast Unit un punto di riferimento nel percorso di cura: non solo perché “cura il tumore”, ma perché costruisce un percorso più completo, più coordinato e più vicino ai bisogni reali della paziente.

Se hai ricevuto una diagnosi di tumore al seno e vuoi capire meglio come funziona una Breast Unit, quali specialisti ti seguiranno e perché il percorso multidisciplinare è così importante, una valutazione specialistica con il Prof. Massimo Vergine può aiutarti a orientarti con più chiarezza e consapevolezza nel tuo percorso di cura.

prenotazione visita senologica a Roma

Prof. Massimo Vergine

Dove sono a Roma

📍  Breast Unit: Policlinico Umberto I  – visita senologica tramie prenotazione Recup 06.9939 – Il Prof. Vergine visita il lunedì mattina 8:00 -13:00
📌 Indirizzo: Istituto EASTMAN  -Via regina Elena 287 B- 00161 – Roma

Prenotazioni visita senologica INTRAMOENIA
Mater Dei General Hospital – Via Antonio Bertoloni 34- Roma
📞 Telefono: 06.83803 
🕒 Giorno: Giovedì ore 17:00-20:00
Clinica Villa Margherita – Via di Villa Massimo 48 – Roma
📞 Telefono: 06.862751 – 
🕒 Giorno: Lunedi , ore 14:30-17:00

mail  massimo.vergine@uniroma1.it

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Prof. Massimo Vergine – Chirurgo senologo

Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia della Mammella
Policlinico Umberto I – Roma
Chirurgo di riferimento nel PDTA della Breast Unit del Policlinico Umberto I

Sono un chirurgo senologo e Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia della Mammella del Policlinico Umberto I di Roma, dove svolgo attività clinica, chirurgica e organizzativa dedicata alla diagnosi e al trattamento delle patologie della mammella.

Il mio percorso professionale si è sviluppato in ambito universitario e ospedaliero, con una specializzazione sempre più focalizzata sulla chirurgia senologica oncologica, sulla multidisciplinarietà e sulla centralità della paziente. Nel corso degli anni ho maturato una solida esperienza nella gestione del tumore della mammella, dalla diagnosi alla chirurgia, fino al follow-up, collaborando in stretta sinergia con oncologi, radiologi, radioterapisti, anatomopatologi e psicologi.

Come responsabile di Unità Operativa coordino un team dedicato e promuovo un modello assistenziale basato su evidenze scientifiche, innovazione tecnologica e umanizzazione delle cure. Particolare attenzione è rivolta alla chirurgia conservativa, alle tecniche oncoplastiche e alla personalizzazione del trattamento, sempre nel rispetto della sicurezza oncologica e della qualità di vita.

Attività

  • Oltre 30.000 visite senologiche e 3.500 interventi di chirurgia oncologica della mammella
  • Direttore del Master universitario di II livello in Tecniche Avanzate in Chirurgia Oncologica della Mammella
  • Presidente dell’associazione no profit FILO TESO, dedicata alla prevenzione e al supporto delle donne operate di tumore al seno
  • Master in Management Sanitario e Direzione Sanitaria Aziendale conseguito nel 2024 presso l’Università Campus Bio-Medico
  • Autore del libro “Vivere dopo il tumore al seno” dedicato al percorso post-cura del tumore al seno
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