Di cosa si occupa il senologo?
Il senologo è il medico che si occupa dello studio, della prevenzione, della diagnosi e del monitoraggio delle patologie della mammella. Quando si parla di senologia, si fa riferimento a un’area specialistica dedicata alla salute del seno, con particolare attenzione ai tumori mammari, ma anche a disturbi benigni come cisti, mastiti, infiammazioni, secrezioni dal capezzolo, dolore al seno e alterazioni della cute o della forma della mammella. In molti contesti il termine “senologo” viene usato anche per indicare il chirurgo senologo, cioè lo specialista che si occupa degli interventi al seno.
In altre parole, il senologo non interviene solo quando c’è un sospetto tumore. Il suo ruolo è molto più ampio: valuta i sintomi, interpreta il quadro clinico, controlla eventuali esami già eseguiti, prescrive approfondimenti quando servono e segue nel tempo le pazienti che hanno già una diagnosi o che devono semplicemente effettuare controlli periodici.
Cosa fa concretamente il senologo
Nella pratica, il senologo svolge alcune attività fondamentali. La prima è la visita senologica, cioè un esame clinico completo del seno. Secondo Humanitas, questa visita è indolore e viene eseguita senza particolari strumenti: comprende anamnesi, osservazione e palpazione accurata di entrambe le mammelle. Se necessario, il medico può poi prescrivere ulteriori approfondimenti come ecografia mammaria, mammografia o biopsia.
Oltre alla visita clinica, il senologo può occuparsi di:
- prevenzione e controlli periodici del seno;
- valutazione di noduli, secrezioni, arrossamenti o dolore;
- interpretazione del rischio personale e familiare;
- prescrizione di esami strumentali;
- monitoraggio di lesioni benigne o sospette;
- presa in carico nei percorsi multidisciplinari dedicati al tumore della mammella.
Questo significa che il senologo è spesso il punto di riferimento per capire se un cambiamento del seno richiede solo osservazione, un esame di controllo o un percorso diagnostico più approfondito.
Quali patologie tratta il senologo
Molte persone associano il senologo esclusivamente al tumore al seno, ma in realtà questo specialista si occupa anche di numerose condizioni non tumorali. Tra le patologie trattate più spesso rientrano cisti, mastiti, ascessi, processi infiammatori e infettivi, oltre naturalmente alle neoplasie mammarie.
Questo è importante anche dal punto di vista SEO e informativo: chi cerca “di cosa si occupa il senologo” spesso vuole capire se deve prenotare una visita anche in presenza di disturbi che non sembrano gravi. La risposta è sì: il senologo non segue solo i tumori, ma tutte le principali alterazioni del seno che meritano una valutazione specialistica.
Quando andare dal senologo
Prenotare una visita senologica è utile non solo in presenza di sintomi, ma anche come controllo periodico. Tuttavia, ci sono alcuni segnali che non dovrebbero essere sottovalutati. Tra quelli più importanti ci sono:
- presenza di un nodulo palpabile o visibile;
- retrazione del capezzolo o della pelle;
- arrossamento persistente del seno o dell’areola;
- tumefazione ascellare;
- secrezioni dal capezzolo, soprattutto se ematiche;
- cambiamenti della forma del seno o della cute, compreso l’aspetto “a buccia d’arancia”;
- dolore localizzato o persistente.
Humanitas segnala che la visita può essere indicata in caso di noduli, secrezioni, stati infiammatori o dolorosi a carico di una o entrambe le mammelle. AIRC e altre fonti specialistiche ricordano inoltre che alcuni tumori possono essere inizialmente asintomatici o non percepibili all’autopalpazione, motivo per cui la prevenzione e i controlli restano centrali.
Come si svolge la visita senologica
Uno dei dubbi più frequenti riguarda proprio la visita. La visita senologica inizia con una fase di raccolta di informazioni: il medico valuta storia clinica, familiarità per tumore al seno, terapie ormonali, gravidanze, menopausa, stili di vita, eventuali esami già eseguiti e sintomi riferiti dalla paziente. Successivamente passa all’esame clinico vero e proprio, basato su osservazione e palpazione del seno.
In base a ciò che rileva, il senologo può:
- rassicurare e programmare un controllo periodico;
- consigliare un approfondimento strumentale;
- prescrivere ecografia, mammografia o biopsia;
- inserire la paziente in un percorso specialistico più strutturato.
È utile portare con sé tutti gli esami precedenti, perché confrontare mammografie, ecografie o referti già eseguiti aiuta il medico a capire meglio l’evoluzione del quadro clinico.
Il senologo prescrive mammografia ed ecografia?
Sì, quando lo ritiene opportuno il senologo può richiedere esami di approfondimento. I più comuni sono ecografia mammaria e mammografia, che non sono alternative fisse ma strumenti da utilizzare in base all’età, alla densità del seno, ai sintomi, alla familiarità e al sospetto clinico. Humanitas ricorda che la scelta tra mammografia, ecografia o entrambi dipende proprio da questi fattori.
L’ISS spiega che la mammografia è il test impiegato nello screening del tumore della mammella ed è una radiografia bilaterale delle mammelle; l’esame in genere non è doloroso e utilizza dosi molto basse di radiazioni. AIRC aggiunge che la mammografia permette di individuare anche noduli ancora non palpabili.
Senologo e prevenzione: ogni quanto fare i controlli?
Sul tema dei controlli è importante distinguere tra prevenzione individuale e screening organizzato. Il Ministero della Salute indica che lo screening mammografico per la diagnosi precoce del tumore mammario è rivolto alle donne tra 50 e 69 anni, con mammografia ogni due anni; in alcune Regioni l’offerta è stata estesa alla fascia 45-74 anni. Lo screening è gratuito nelle fasce previste.
AIRC segnala che l’autopalpazione può iniziare dai 25 anni, una volta al mese, e che dopo i 45-50 anni va affiancata a visite ed esami più precisi. Nelle donne giovani, ecografia e mammografia si eseguono solo quando necessario. In presenza di familiarità importante o mutazioni come BRCA1/BRCA2, il percorso di sorveglianza può essere personalizzato e iniziare prima, anche dai 25 anni nei programmi dedicati alle persone ad alto rischio.
Per questo motivo il senologo ha anche una funzione decisiva nel personalizzare i controlli: non esiste una regola uguale per tutte, e il calendario degli esami può cambiare in base al profilo clinico individuale.
Senologo, ginecologo o oncologo: chi bisogna consultare?
È una domanda molto comune. Il ginecologo si occupa della salute dell’apparato riproduttivo femminile e può intercettare alcuni segnali legati al seno, ma lo specialista di riferimento per le patologie mammarie è il senologo. L’oncologo, invece, entra in gioco soprattutto quando esiste già una diagnosi di tumore o un sospetto elevato da gestire in un percorso terapeutico.
Nei centri dedicati, infatti, la gestione del seno avviene spesso in modo multidisciplinare: chirurgo, radiologo, anatomopatologo, oncologo, radioterapista, genetista, fisioterapista e altri professionisti lavorano insieme. AIRC sottolinea che le Breast Unit migliorano qualità del percorso e risultati, proprio perché consentono decisioni condivise e più tempestive.
Il senologo si occupa anche degli uomini?
Sì. Anche se la maggior parte delle visite riguarda le donne, la mammella è presente anche nel maschio e alcune alterazioni non vanno ignorate. AIRC ricorda che, nel tumore al seno maschile, è importante non sottovalutare noduli o cambiamenti della mammella e del capezzolo e rivolgersi al medico per capire se servano approfondimenti.
Le statiche ci indicano che ogni 300 tumori ad una donna 1 uomo viene interessato dal tumore al seno
Quindi il senologo può essere il professionista giusto anche per gli uomini in presenza di sintomi sospetti o cambiamenti del torace mammario.
In sintesi: perché il senologo è uno specialista importante
Capire di cosa si occupa il senologo significa capire che la salute del seno non riguarda solo la diagnosi del tumore, ma un percorso molto più ampio fatto di prevenzione, ascolto dei sintomi, controlli personalizzati, diagnosi precoce e presa in carico specialistica. Il senologo valuta i segnali da non trascurare, guida nella scelta degli esami più appropriati e, quando serve, inserisce la paziente in un percorso multidisciplinare di alto livello.
In presenza di noduli, secrezioni, dolore persistente, retrazioni del capezzolo o cambiamenti della pelle, prenotare una visita senologica è il modo più corretto per ottenere una valutazione specialistica tempestiva. E anche in assenza di sintomi, i controlli periodici restano fondamentali, soprattutto nelle fasce d’età e nei profili di rischio indicati dai programmi di screening e dalle linee di prevenzione.
Domande frequenti
Il senologo cura solo il tumore al seno?
No. Il senologo si occupa anche di cisti, mastiti, infiammazioni, ascessi, secrezioni dal capezzolo, dolore al seno e altre alterazioni della mammella, oltre che delle neoplasie mammarie.
Quando è consigliata una visita senologica?
È consigliata in caso di noduli, secrezioni, arrossamenti, dolore persistente, retrazioni del capezzolo o cambiamenti della pelle e della forma del seno. Può essere utile anche come controllo periodico.
La visita senologica fa male?
In genere no. La visita senologica è descritta come un esame completo del seno, indolore e svolto senza strumenti particolari.
Il senologo può prescrivere mammografia o ecografia?
Sì. In base all’età, ai sintomi, alla familiarità e al quadro clinico, il senologo può prescrivere ecografia mammaria, mammografia e, quando serve, biopsia.
Anche gli uomini possono andare dal senologo?
Sì. Anche gli uomini dovrebbero far valutare noduli o cambiamenti della mammella e del capezzolo senza imbarazzo o ritardi
Dove sono a Roma
📍 Breast Unit: Policlinico Umberto I – visita senologica con prenotazione Recup 06.9939 – Il Prof. Vergine visita il lunedi mattina 8-13
📌 Indirizzo: Istituto EASTMAN -Via regina Elena 287 B- 00161 – Roma
Prenotazioni visita senologica INTRAMOENIA
Mater Dei General Hospital – Via Antonio Bertoloni 34- Roma
📞 Telefono: 06.83803
🕒 Orari: Giovedi ore 17-20
Clinica Villa Margherita – Via di Villa Massimo 48 – Roma
📞 Telefono: 06.862751 –
🕒 Orari: Lunedi ore 14,30-17
mail massimo.vergine@uniroma1.it
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A cura del prof. Massimo Vergine – Direttore Unità Operativa della Chirurgia della mammella- Policlinico Umberto I di Roma


