Quando si può conservare il seno nel tumore della mammella? | Prof. Massimo Vergine

Tumore della mammella: quando si può conservare il seno?

Una delle domande più frequenti dopo una diagnosi di tumore della mammella è questa: si può conservare il seno? In molti casi, sì. Oggi molte pazienti con carcinoma duttale in situ (DCIS) o tumore invasivo della mammella possono essere trattate con una chirurgia conservativa come la  quadrantectomia, in genere seguita da radioterapia. Il National Cancer Institute spiega che, nelle pazienti adatte, ltumorectomia più radioterapia è efficace quanto la mastectomia nel ridurre il rischio di morte per tumore al seno o di ritorno della malattia.

Che cosa significa conservare il seno

Conservare il seno significa rimuovere il tumore insieme a una quota di tessuto sano circostante, lasciando il resto della mammella. Questa chirurgia viene chiamata breast-conserving surgery, tumorectomia,o  quadrantectomia  , a seconda dell’estensione dell’asportazione. L’obiettivo è duplice: curare il tumore in modo oncologicamente corretto e mantenere, quando possibile, la forma della mammella.

Quadrantectomia - Esempi - prof. Massimo Vergine- Chirurgo senologo Policlinico Umberto I di Roma

Quando si può conservare il seno

In generale, il seno si può conservare quando il tumore può essere rimosso completamente con margini liberi, lasciando una quantità di mammella sufficiente per un risultato accettabile sia dal punto di vista clinico sia estetico. Secondo il NCI, la chirurgia conservativa è di solito proponibile quando il tumore o il DCIS è piccolo rispetto alle dimensioni del seno, si trova in un solo punto della mammella e la paziente può eseguire la radioterapia dopo l’intervento.

Il rapporto tra tumore e volume del seno è fondamentale

Uno dei criteri più importanti è il rapporto tra la dimensione del tumore e il volume della mammella. Un tumore piccolo in un seno di dimensioni adeguate può spesso essere rimosso conservando il seno. Al contrario, se il tumore è grande rispetto alla mammella, una chirurgia conservativa potrebbe richiedere l’asportazione di troppo tessuto. Il NCI indica infatti che un tumore o un’area di DCIS grande rispetto al seno è uno dei motivi per cui la mastectomia può risultare più adatta.

Anche la sede del tumore conta

Non conta solo quanto è grande il tumore, ma anche dove si trova. Alcune lesioni si prestano meglio a una chirurgia conservativa, mentre altre, per sede o distribuzione, rendono più difficile mantenere un buon risultato estetico o oncologico. Inoltre, se nella stessa mammella sono presenti più tumori o più aree di malattia, il NCI segnala che la mastectomia può essere la scelta più appropriata.

Per conservare il seno, nella maggior parte dei casi serve la radioterapia

La conservazione del seno è quasi sempre parte di un trattamento che comprende anche la radioterapia. Il NCI spiega chiaramente che la tumorectomia è di solito seguita dalla radioterapia, proprio per ridurre il rischio che il tumore torni nella mammella residua. Per questo, se la radioterapia non è possibile o non è indicata, la possibilità di conservare il seno può ridursi e la mastectomia può diventare l’opzione più adatta.

In alcuni casi una terapia prima dell’intervento può aiutare a conservare il seno

Non sempre la possibilità di conservare il seno si decide subito. In alcuni casi si può iniziare con una terapia neoadiuvante, cioè prima dell’intervento, per ridurre il volume del tumore. Questo approccio può rendere possibile una chirurgia conservativa anche quando inizialmente sembrava più probabile una mastectomia. Il NCI segnala che i trattamenti prima o dopo la tumorectomia possono includere chemioterapia, terapia ormonale o terapie mirate, a seconda delle caratteristiche biologiche del tumore.

Anche nel carcinoma in situ spesso il seno si può conservare

Nel carcinoma duttale in situ (DCIS), il seno può essere spesso conservato se l’area interessata può essere rimossa completamente. Il NCI include il DCIS tra le condizioni per cui la tumorectomia può essere indicata, sempre in associazione, nella maggior parte dei casi, alla radioterapia. Se però l’area di DCIS è molto estesa o occupa una parte troppo ampia della mammella, la mastectomia può essere più adatta.

Quando invece non è consigliabile conservare il seno

In generale, la chirurgia conservativa è meno indicata quando:

  • il tumore è troppo grande rispetto al seno;
  • ci sono più tumori nella stessa mammella;
  • una precedente chirurgia conservativa non ha rimosso tutta la malattia;
  • la paziente non può eseguire la radioterapia;
  • è presente un quadro particolare come il tumore infiammatorio della mammella.
    Questi criteri sono riportati dal NCI tra le situazioni che orientano verso la mastectomia.

Conservare il seno non significa curare meno

Questo è forse il messaggio più importante da dare alle pazienti. Quando una donna è candidata sia alla chirurgia conservativa sia alla mastectomia, conservare il seno non significa scegliere una cura meno efficace. Il NCI riporta che la tumorectomia associata a radioterapia è efficace quanto la mastectomia per molte pazienti con DCIS o tumore invasivo candidabili a entrambe le opzioni. La scelta, quindi, non dipende dal “togliere di più”, ma dal trovare l’intervento più adatto e più sicuro per quel caso specifico.

Il risultato estetico conta, ma viene dopo la sicurezza oncologica

Quando si parla di conservare il seno, anche il risultato estetico ha un peso importante. Dopo unatumorectomia, il seno in molti casi resta simile a prima, ma può anche presentare una cicatrice o una rientranza nella zona in cui sono stati rimossi il tumore e il tessuto circostante. Il NCI sottolinea che dopo l’intervento può restare una cicatrice e talvolta un avvallamento, e ricorda che esistono anche tecniche di chirurgia oncoplastica e ricostruzione per migliorare simmetria e forma quando necessario.

La decisione finale va sempre personalizzata

La domanda corretta non è: “si può conservare il seno a tutti i costi?”
La domanda giusta è: “qual è l’intervento più adatto e più sicuro per me?” La risposta nasce sempre dal confronto tra esami radiologici, referto istologico, dimensioni e sede del tumore, possibilità di radioterapia, eventuale terapia preoperatoria e aspettative della paziente. Il NCI dedica una pagina specifica proprio alla scelta tra quadrantectomia e mastectomia, confermando che si tratta di una decisione da prendere insieme al chirurgo senologo

Se ti è stato diagnosticato un tumore della mammella e desideri capire se nel tuo caso sia possibile conservare il seno, puoi richiedere una valutazione specialistica con il Prof. Massimo Vergine. Un colloquio dedicato permette di analizzare con attenzione referti, esami radiologici, caratteristiche del tumore e possibili opzioni chirurgiche, per costruire un percorso di cura personalizzato, chiaro e sicuro. Ti aiuta a scegliere l’intervento giusto e a capire cosa aspettarsi dopo

Dove sono a Roma

📍  Breast Unit: Policlinico Umberto I  – visita senologica con prenotazione Recup 06.9939 – Il Prof. Vergine visita il lunedì mattina 8-13
📌 Indirizzo: Istituto EASTMAN  -Via regina Elena 287 B- 00161 – Roma

Prenotazioni visita senologica INTRAMOENIA
Mater Dei General Hospital – Via Antonio Bertoloni 34- Roma
📞 Telefono: 06.83803 
🕒 Orari: Giovedi ore 17-20
Clinica Villa Margherita – Via di Villa Massimo 48 – Roma
📞 Telefono: 06.862751 – 
🕒 Orari: Lunedi ore 14,30-17

mail  massimo.vergine@uniroma1.it

Convenzioni dirette per  interventi chirurgici con le maggiori compagnie assicurative
Allianz-Assirete-AON -Blue Assistance-Caspie-Europe Assistance -Fasi-Generali-Previmedical – Assidai

FAQ

Quando si può conservare il seno nel tumore della mammella?

Quando il tumore può essere rimosso completamente con margini liberi, è localizzato in una sola area del seno, è piccolo rispetto al volume mammario e la paziente può eseguire la radioterapia post-operatoria.

Se conservo il seno, la cura è meno efficace?

No. Nelle pazienti appropriate, chirurgia conservativa più radioterapia è efficace quanto la mastectomia.

La radioterapia è sempre necessaria dopo quadrantectomia?

Nella maggior parte dei casi sì, perché fa parte del trattamento conservativo del seno.

Un tumore grande esclude sempre la chirurgia conservativa?

Non sempre, ma se è grande rispetto al seno può rendere più adatta la mastectomia. In alcuni casi una terapia prima dell’intervento può aiutare a ridurre il tumore.

Se ci sono più tumori nella stessa mammella si può conservare il seno?

Più difficilmente. La presenza di più tumori nella stessa mammella è una delle situazioni che più spesso orientano verso la mastectomia.

Prof. Massimo Vergine Chirurgo senologo a Roma- Miglior senologo in Italia

Prof. Massimo Vergine – Chirurgo senologo

Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia della Mammella
Policlinico Umberto I – Roma
Chirurgo di riferimento nel PDTA della Breast Unit del Policlinico Umberto I

Sono un chirurgo senologo e Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia della Mammella del Policlinico Umberto I di Roma, dove svolgo attività clinica, chirurgica e organizzativa dedicata alla diagnosi e al trattamento delle patologie della mammella.

Il mio percorso professionale si è sviluppato in ambito universitario e ospedaliero, con una specializzazione sempre più focalizzata sulla chirurgia senologica oncologica, sulla multidisciplinarietà e sulla centralità della paziente. Nel corso degli anni ho maturato una solida esperienza nella gestione del tumore della mammella, dalla diagnosi alla chirurgia, fino al follow-up, collaborando in stretta sinergia con oncologi, radiologi, radioterapisti, anatomopatologi e psicologi.

Come responsabile di Unità Operativa coordino un team dedicato e promuovo un modello assistenziale basato su evidenze scientifiche, innovazione tecnologica e umanizzazione delle cure. Particolare attenzione è rivolta alla chirurgia conservativa, alle tecniche oncoplastiche e alla personalizzazione del trattamento, sempre nel rispetto della sicurezza oncologica e della qualità di vita.

Attività

  • Oltre 30.000 visite senologiche e 3.500 interventi di chirurgia oncologica della mammella
  • Direttore del Master universitario di II livello in Tecniche Avanzate in Chirurgia Oncologica della Mammella
  • Presidente dell’associazione no profit FILO TESO, dedicata alla prevenzione e al supporto delle donne operate di tumore al seno
  • Master in Management Sanitario e Direzione Sanitaria Aziendale conseguito nel 2024 presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma
  • Autore del libro Vivere dopo il tumore al seno, dedicato al percorso di rinascita delle donne operate

Condividi Articolo