Tumore Filloide della mammella

Tumore Filloide della Mammella: Guida Completa a Diagnosi, Sintomi e

Trattamento

 

Cos’è il tumore filloide della mammella?

Il tumori filloidi della mammella sono delle neoplasie fibroepiteliali rare che presentano un peculiare aspetto a foglia che si originano dallo stroma connettivale della ghiandola mammaria. Rappresenta meno dell’1% di tutti i tumori al seno e colpisce prevalentemente donne tra i 35 e i 55 anni, ma può manifestarsi anche in età più precoce o più avanzata.

Il termine “filloide” deriva dal greco phyllon, che significa “foglia”, per via della caratteristica architettura a foglia che queste masse tumorali presentano all’esame istologico.


Classificazione: benigno, borderline o maligno

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i tumori filloidi vengono classificati in tre categorie sulla base di un comportamento biologico variabile

  • Benigni: crescita lenta, margini ben definiti, basso rischio di recidiva.

  • Borderline: caratteristiche intermedie tra benigno e maligno, con rischio moderato di recidiva.

  • Maligni: comportamento aggressivo, alto tasso di mitosi, potenziale metastatico, soprattutto a livello polmonare.

La distinzione è fondamentale per la pianificazione del trattamento.

Molti tumori filloidi sono caratterizzati da una rapida crescita: Sono stati definiti come neoplasie fibroepiteliali con un estrinseca capacità di recidivare localmente quando mdiagnosticati come borderline o maligni, le metastasi sono rare , quasi esclusive delle forme maligne.

La letteratura recente riporta che circa il 10%-15% dei tumori filloidi siano maligni e che hanno un potenziale significativo di recidiva locale (fino al 30%) e la capacità di metastatizzare.


Sintomi del tumore filloide

I sintomi clinici possono essere simili a quelli di altri noduli mammari benigni, ma ci sono alcune peculiarità:

  • Massa palpabile, mobile e a crescita rapida.

  • Sensazione di tensione o dolore nella zona interessata.

  • Modifiche del profilo cutaneo (nei casi più avanzati).

  • Possibile ulcerazione cutanea se la massa supera i 10 cm.

Spesso viene inizialmente confuso con un fibroadenoma, specialmente nelle forme benigne.


Diagnosi: come riconoscere un tumore filloide

La diagnosi si basa su una combinazione di esame clinico, imaging e biopsia:

Imaging

  • Ecografia mammaria: utile per rilevare masse solide con margini ben definiti ma eterogenei.

  • Mammografia: mostra una massa opaca, spesso ben delimitata, ma poco specifica.

  • Risonanza magnetica (RM): utile per valutare estensione e margini infiltranti, soprattutto nei casi borderline o maligni.

Biopsia

  • Agobiopsia core (tru-cut): essenziale per la diagnosi istologica. Tuttavia, in alcuni casi può non essere sufficiente a distinguere le varianti.

  • Esame istologico post-chirurgico: fornisce la diagnosi definitiva e la classificazione.


Istopatologia dei tumori filloidi

I tumori filloidi assomigliano ai fibroadenomi intracanalicolari (ovvero una componenente epiteliale ma doppio strato) disposti in fessure a forma fi foglia circondate da una componente stromale ipercellulare. La differenza tra benigni, borderline e maligni si basa su una combinazione di caratteristiche istologiche tra cui il grado di ipercellularità stromale , iperaccrescimento e atipia, numero di mitosi, bordo/ margini del tumore e presenza di elementi eterologhi maligni. Sebbene la maggior parte dei tumori filloidi sia benigna, le recidive non sono rare. Inoltre metastasi per via ematica possono verificarsi con tumori filloidi maligni, sebbene questo sia raro.

Le principali caratteristiche  a favore di un tumore filloide benigno rispetto ad un fibroadenoma sono la presenza di uno stroma più cellulare  caratterizzato da nuclei monomorfi a cellule fusiformi con figure mitotiche (< 5mitosi per 10  campi ad alto ingrandimento).  La presenza di necrosi può essere osservata nei filloidi di grandi dimensioni, insieme a occasionali cellule stromali di grandi dimensioni bizzarre.

Il filloide borderline viene diagnosticato quando un mostra alcune caratteristiche (ma non tutte) tipicamente associate ad un filloide maligno . Al pari della tipologia benigna può recidivare localmente ma non metastatizzare.

Il filloide maligno ha un iperaccrescimento stromale  con aumentata attività mitotica (>10 mitosi  per 10 campi ad alto ingrandimento) e bordi infiltrativi. Metastasi a distanza sono state segnalate fino al 10% dei filloidi maligni., con coinvolgimento di tutti gli organi , in particolare polmone e scheletro.

Trattamento del tumore filloide della mammella

Chirurgia

Il trattamento principale è chirurgico. A seconda della natura del tumore, si può procedere con:

  • Escissione locale ampia con margini chirurgici ≥ 1 cm (raccomandata anche per forme benigne, per ridurre rischio di recidiva).

  • Mastectomia nei tumori di grandi dimensioni, recidivanti o maligni.

  • Linfoadenectomia ascellare: generalmente non indicata, poiché il tumore filloide raramente metastatizza ai linfonodi.

Radioterapia

Indicata nei tumori maligni, soprattutto in caso di:

  • Margini chirurgici positivi o ravvicinati.

  • Recidive locali.

  • Impossibilità di ottenere un’escissione ampia.

Chemioterapia

  • Poco efficace nelle forme benigne e borderline.

  • Può essere presa in considerazione nelle forme metastatiche, sebbene l’efficacia sia limitata.


Prognosi e rischio di recidiva

La prognosi dipende dalla classificazione istologica:

  • Benigni: eccellente sopravvivenza, ma rischio di recidiva locale del 10–20%.

  • Borderline: rischio di recidiva intorno al 20–30%.

  • Maligni: rischio di recidiva locale del 40% e di metastasi a distanza (5–20%).

Il follow-up clinico e radiologico è fondamentale per monitorare eventuali recidive, con controlli ogni 6–12 mesi nei primi 2–3 anni.

Conclusione

Il tumore filloide della mammella rappresenta una sfida clinica a causa della sua rarità e somiglianza con lesioni benigne più comuni. Una diagnosi precoce e accurata, seguita da un trattamento chirurgico adeguato, è la chiave per una gestione efficace e per prevenire recidive.

La visita senologica non serve solo quando c’è una diagnosi : serve anche quando c’è un dubbio, un sintomo o un referto da interpretare correttamente

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Prof. Massimo Vergine – Chirurgo senologo

Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia della Mammella
Policlinico Umberto I – Roma
Chirurgo di riferimento nel PDTA della Breast Unit del Policlinico Umberto I

Sono un chirurgo senologo e Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia della Mammella del Policlinico Umberto I di Roma, dove svolgo attività clinica, chirurgica e organizzativa dedicata alla diagnosi e al trattamento delle patologie della mammella.

Il mio percorso professionale si è sviluppato in ambito universitario e ospedaliero, con una specializzazione sempre più focalizzata sulla chirurgia senologica oncologica, sulla multidisciplinarietà e sulla centralità della paziente. Nel corso degli anni ho maturato una solida esperienza nella gestione del tumore della mammella, dalla diagnosi alla chirurgia, fino al follow-up, collaborando in stretta sinergia con oncologi, radiologi, radioterapisti, anatomopatologi e psicologi.

Come responsabile di Unità Operativa coordino un team dedicato e promuovo un modello assistenziale basato su evidenze scientifiche, innovazione tecnologica e umanizzazione delle cure. Particolare attenzione è rivolta alla chirurgia conservativa, alle tecniche oncoplastiche e alla personalizzazione del trattamento, sempre nel rispetto della sicurezza oncologica e della qualità di vita.

Attività

  • Oltre 30.000 visite senologiche e 3.500 interventi di chirurgia oncologica della mammella
  • Direttore del Master universitario di II livello in Tecniche Avanzate in Chirurgia Oncologica della Mammella
  • Presidente dell’associazione no profit FILO TESO, dedicata alla prevenzione e al supporto delle donne operate di tumore al seno
  • Master in Management Sanitario e Direzione Sanitaria Aziendale conseguito nel 2024 presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma
  • Autore del libro Vivere dopo il tumore al seno, dedicato al percorso di rinascita delle donne operate

 

 

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