Chirurgia Oncoplastica della Mammella
La chirurgia oncoplastica della mammella è un approccio che unisce la rimozione del tumore con tecniche di rimodellamento del seno, con l’obiettivo di ottenere non solo una cura corretta dal punto di vista oncologico, ma anche un risultato estetico più armonioso. In pratica, durante una chirurgia conservativa come quadrantectomia o tumorectomia , il chirurgo può rimodellare il tessuto residuo per ridurre avvallamenti, asimmetrie e deformità. Il National Cancer Institute spiega che la chirurgia oncoplastica combina la quadrantectomia con tecniche di chirurgia plastica per rendere i seni più simili quando viene rimosso molto tessuto, e può anche ridurre cicatrici e rientranze.
Che cos’è la chirurgia oncoplastica della mammella
Quando si parla di chirurgia oncoplastica del seno, si parla di una chirurgia che non si limita a togliere il tumore, ma cerca anche di ricostruire subito la forma della mammella. Questo può avvenire con il semplice riposizionamento del tessuto residuo, con una mammoplastica terapeutica, oppure con tecniche più avanzate di rimodellamento. Durante lo stesso intervento per rimuovere il tumore, il tessuto mammario rimanente può essere riposizionato per riempire l’area svuotata, e che questa tecnica è chiamata therapeutic mammoplasty.
Quando serve la chirurgia oncoplastica della mammella
La chirurgia oncoplastica serve soprattutto quando il tumore può essere trattato con una chirurgia conservativa, ma la semplice asportazione rischierebbe di lasciare una mammella con una forma poco armoniosa. Questo accade, per esempio, quando bisogna rimuovere una quantità importante di tessuto, quando il tumore si trova in una zona delicata per la forma del seno oppure quando c’è un rapporto sfavorevole tra volume del tumore e volume della mammella. Dopo una chirurgia conservativa, alcune donne possono sviluppare una deformità del seno, come un avvallamento dovuto alla rimozione di un tumore grande in un seno piccolo, e che proprio per questo alcuni chirurghi usano tecniche oncoplastiche.
In quali pazienti può essere particolarmente utile
La chirurgia oncoplastica della mammella può essere particolarmente utile nelle pazienti con tumore al seno in fase iniziale candidate a chirurgia conservativa, quando si prevede che una semplice quadrantectomia possa alterare in modo evidente volume, forma o simmetria della mammella. È spesso una soluzione molto valida anche nelle donne con seno di medio-grande volume, in cui è possibile associare una riduzione terapeutica e, se necessario, un intervento sull’altro seno per migliorare l’equilibrio finale tra i due lati. Breast Cancer Now segnala infatti che questa tecnica spesso riduce il seno operato e che può essere proposta una procedura anche sull’altro seno per ripristinare la simmetria, nello stesso momento o successivamente.
I vantaggi della chirurgia oncoplastica della mammella
Il primo vantaggio è molto chiaro: migliorare il risultato estetico dopo l’asportazione del tumore. Questo significa ridurre il rischio di avvallamenti, deformità visibili e differenze troppo marcate tra i due seni. Il National Cancer Institute sottolinea che l’oncoplastica può aiutare a rendere i seni più simili quando da uno viene rimosso molto tessuto, e può ridurre cicatrici e rientranze.
Un secondo vantaggio importante è che, in alcuni casi, la chirurgia oncoplastica può permettere una chirurgia conservativa anche quando il tumore è relativamente grande rispetto al seno. In pratica, può ampliare le possibilità di mantenere la mammella, senza rinunciare alla rimozione corretta della malattia. Questo non significa evitare sempre la mastectomia, ma offrire in casi selezionati una possibilità in più.
Un terzo vantaggio riguarda la qualità di vita. Per molte donne, sapere che il seno potrà essere trattato con attenzione anche alla forma finale aiuta ad affrontare l’intervento con meno paura e con aspettative più realistiche. Si tratta di un aspetto molto importante, perché nel tumore al seno la cura non riguarda solo la malattia, ma anche il modo in cui la donna vivrà il proprio corpo dopo l’intervento. Questa è un’inferenza clinica ragionevole basata sul ruolo dell’oncoplastica nel limitare deformità e migliorare simmetria.
Chirurgia oncoplastica e simmetria del seno
Uno degli aspetti più importanti per le pazienti è la simmetria. In alcuni casi la chirurgia oncoplastica può prevedere, o rendere consigliabile, un intervento anche sull’altro seno per armonizzare forma e volume. Nelle mammoplastiche terapeutiche può essere proposta una riduzione anche del seno controlaterale per migliorare la simmetria, nello stesso intervento oppure in un secondo momento. Questo è un punto importante da chiarire prima dell’operazione, perché può influire molto sulla scelta finale.
Cosa aspettarsi dopo l’intervento
È importante avere aspettative realistiche. La chirurgia oncoplastica può migliorare il risultato finale, ma non significa automaticamente seno identico a prima. Possono comunque restare cicatrici, lievi asimmetrie, differenze di volume o cambiamenti che diventano più evidenti dopo la radioterapia. Molte donne sottoposte a chirurgia conservativa non hanno bisogno di una vera ricostruzione, ma che in alcuni casi il chirurgo utilizza tecniche plastiche proprio per rimodellare il seno nel momento della chirurgia oncologica.
Quando la chirurgia oncoplastica non è la scelta più adatta
Non sempre la chirurgia oncoplastica è l’opzione giusta. Se il tumore è troppo esteso, se ci sono più lesioni in aree diverse della mammella, oppure se la conservazione del seno non sarebbe oncologicamente sicura, la soluzione più corretta può restare la mastectomia. Questo è un punto fondamentale: il risultato estetico è importante, ma viene sempre dopo la sicurezza della cura. L’oncoplastica ha senso quando migliora il risultato senza compromettere l’asportazione completa del tumore. Questa conclusione è coerente con le fonti che descrivono l’oncoplastica come estensione della chirurgia conservativa, non come sostituto quando la conservazione non è appropriata.
Le domande più utili da fare prima di scegliere
Prima di scegliere una chirurgia oncoplastica della mammella, è utile chiedere:
- quanta mammella verrà rimossa;
- come potrebbe cambiare la forma del seno;
- se sarà necessario operare anche l’altro seno;
- quali cicatrici aspettarsi;
- quale sarà il possibile risultato finale;
- se questa proposta è davvero l’alternativa migliore nel proprio caso.
L’American Cancer Society mette a disposizione domande utili da porre al chirurgo quando si discutono opzioni di ricostruzione o rimodellamento, proprio perché una decisione informata aiuta a vivere meglio il percorso.
Il punto più importante
La chirurgia oncoplastica della mammella non è una chirurgia estetica nel senso comune del termine. È una chirurgia oncologica con attenzione alla forma del seno, pensata per curare il tumore e, quando possibile, ridurre l’impatto dell’intervento sul corpo. Per molte pazienti rappresenta un equilibrio prezioso tra efficacia oncologica e qualità della vita, ma deve sempre essere valutata in modo personalizzato.
Se desideri capire se la chirurgia oncoplastica della mammella possa essere indicata nel tuo caso, puoi richiedere una valutazione specialistica senologica con il Prof. Massimo Vergine. Un colloquio dedicato permette di analizzare referti, esami radiologici, dimensione e sede del tumore, possibilità di chirurgia conservativa e aspettative sul risultato finale, per individuare il percorso più sicuro e più adatto.
Prof. Massimo Vergine. Visita il lunedì mattina presso la Breast Unit del Policlinico Umberto I e in regime di intramoenia alla Clinica Mater Dei e a Villa Margherita .
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- Ogni caso è diverso: una scelta chirurgica va sempre personalizzata
Dove sono a Roma
📍 Breast Unit: Policlinico Umberto I – visita senologica con prenotazione Recup 06.9939 – Il Prof. Vergine visita il lunedi mattina 8-13
📌 Indirizzo: Istituto EASTMAN -Via regina Elena 287 B- 00161 – Roma
Prenotazioni visita senologica INTRAMOENIA
Mater Dei General Hospital – Via Antonio Bertoloni 34- Roma
📞 Telefono: 06.83803
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📞 Telefono: 06.862751 –
🕒 Orari: Lunedi ore 14,30-17
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FAQ sulla chirurgia oncoplastica
Che cos’è la chirurgia oncoplastica della mammella?
È una chirurgia che unisce l’asportazione del tumore con tecniche di rimodellamento del seno per ridurre deformità, rientranze e asimmetrie dopo una chirurgia conservativa.
Quando serve la chirurgia oncoplastica?
Serve soprattutto quando una normale quadrantectomia o tumorectomia rischierebbe di lasciare un risultato estetico poco soddisfacente, per esempio se bisogna togliere molto tessuto o se il tumore è in una sede delicata.
La chirurgia oncoplastica evita sempre la mastectomia?
No. In alcuni casi può ampliare le possibilità della chirurgia conservativa, ma se il tumore è troppo esteso o la conservazione non è oncologicamente sicura, la mastectomia può restare la scelta più adatta.
Dopo la chirurgia oncoplastica serve la radioterapia?
Nella maggior parte dei casi sì, perché l’oncoplastica viene eseguita nell’ambito di una chirurgia conservativa, che di solito viene completata con radioterapia.
Si opera anche l’altro seno?
In alcuni casi sì, soprattutto quando si esegue una mammoplastica terapeutica e si vuole migliorare la simmetria tra i due seni.
Prof. Massimo Vergine – Chirurgo senologo
Primario Unità Operativa della “Chirurgia della mammella”
Policlinico Umberto I di Roma
Chirurgo di riferimento nel PDTA della Breast Unit del Policlinico Umberto I
Sono un chirurgo senologo, Primario dell’ Unità Operativa presso il Policlinico Umberto I di Roma, dove svolgo attività clinica, chirurgica e organizzativa dedicata alla diagnosi e al trattamento delle patologie della mammella.
La mia formazione si è sviluppata in ambito universitario e ospedaliero, con un percorso professionale orientato alla chirurgia senologica oncologica, alla multidisciplinarietà e alla centralità della paziente. Nel corso degli anni ho maturato una consolidata esperienza nella gestione del tumore della mammella, dalle fasi diagnostiche alla chirurgia, fino al follow-up, lavorando in stretta collaborazione con oncologi, radiologi, radioterapisti, anatomopatologi e psicologi.
Come responsabile di Unità Operativa, coordino un team dedicato, promuovendo modelli assistenziali basati su evidenze scientifiche, innovazione tecnologica e umanizzazione delle cure. Particolare attenzione è rivolta alla chirurgia conservativa, alle tecniche oncoplastiche e alla personalizzazione del trattamento, nel rispetto della sicurezza oncologica e della qualità di vita.
Accanto all’attività clinica, sono impegnato nella formazione dei giovani chirurghi, nella ricerca scientifica e nella partecipazione a congressi e società scientifiche nazionali e internazionali, con l’obiettivo di contribuire al continuo miglioramento della senologia moderna.
Credo in una medicina fondata sulla competenza, sull’ascolto e sulla fiducia, nella quale ogni paziente venga accompagnata con chiarezza, rispetto e attenzione lungo tutto il percorso di cura.
All’attivo circa 30.000 visite senologiche e 3500 interventi di chirurgia oncologica della mammella
Direttore del Master Universitario di II livello in “Tecniche Avanzate in Chirurgia Oncologica della mammella
“Presidente dell’associazione no profit “FILO TESO” che si dedica costantemente alla diffusione della prevenzione e alle donne operate per tumore per tumore al seno.
Master in Management sanitario e Direzione Sanitaria aziendale conseguito nel 2024 al Campus Biomedico di Roma
Autore del libro “ Vivere dopo il tumore al seno”


