Tumore al seno: in quali casi si propone la mastectomia
Quando si riceve una diagnosi di tumore al seno, una delle domande più difficili riguarda il tipo di intervento. In alcuni casi è possibile conservare la mammella; in altri, invece, la mastectomia può rappresentare la scelta più adatta. La mastectomia è l’intervento che prevede l’asportazione dell’intera mammella interessata dalla malattia, e viene proposta quando offre il miglior equilibrio tra sicurezza oncologica, possibilità di cura e percorso personale della paziente.
È importante chiarire subito un punto: la mastectomia non è automaticamente la scelta migliore per tutte. La decisione va personalizzata, tenendo conto delle caratteristiche del tumore, degli esami eseguiti, dell’eventuale necessità di radioterapia, del rischio genetico e delle preferenze della paziente.
Che cos’è la mastectomia
La mastectomia è un intervento chirurgico che rimuove tutta la mammella. Può essere eseguita come trattamento del tumore già diagnosticato oppure, in casi selezionati, come chirurgia di riduzione del rischio nelle persone ad altissima predisposizione ereditaria. Dopo la mastectomia si può scegliere di restare senza ricostruzione, usare una protesi esterna o valutare una ricostruzione mammaria immediata o differita.
Quando la mastectomia può essere la scelta più adatta
Quando il tumore è troppo esteso rispetto al volume del seno
Uno dei casi più frequenti è quello in cui il tumore è grande rispetto alle dimensioni della mammella. In questa situazione, una chirurgia conservativa rischierebbe di rimuovere troppo tessuto, con un risultato poco soddisfacente o non adeguato dal punto di vista oncologico. Le linee guida indicano proprio la presenza di una grande area di tumore o DCIS in una mammella piccola come motivo per cui la mastectomia può essere la scelta più adatta.
Quando ci sono più aree di malattia nella stessa mammella
La mastectomia è spesso indicata anche quando il tumore è presente in più punti separati della stessa mammella. Se la malattia coinvolge aree diverse del seno, una chirurgia conservativa può non essere sufficiente a rimuovere in modo adeguato tutta la zona interessata. Questo è riportato sia dal NCI sia dalle guide NCCN per le pazienti.
Quando la radioterapia non è possibile o non è desiderata
Dopo una chirurgia conservativa, nella maggior parte dei casi è prevista anche la radioterapia. Per questo, se la radioterapia non è indicata, non è praticabile o la paziente preferisce non affrontarla, la mastectomia può diventare la soluzione più adatta. Il NCI cita tra gli esempi la gravidanza o l’impossibilità di affrontare un trattamento radiante quotidiano.
Quando dopo un primo intervento i margini non sono liberi
A volte si comincia con una chirurgia conservativa, ma il referto finale mostra che i margini non sono liberi, cioè che ai bordi del tessuto rimosso sono ancora presenti cellule tumorali. In questi casi può servire un secondo intervento, e talvolta la mastectomia è l’opzione più sicura per completare il trattamento locale. Il NCI include proprio la quadrantectomia che non ha rimosso tutte le cellule tumorali tra le situazioni in cui può essere consigliata una mastectomia.
Quando la paziente la preferisce dopo un confronto informato
La mastectomia può essere scelta anche dalla paziente stessa, dopo aver ricevuto una spiegazione completa delle alternative. L’American Cancer Society segnala che alcune donne scelgono la mastectomia per motivi personali, anche quando sarebbero candidate a una chirurgia conservativa. È una decisione importante, che va presa con consapevolezza e senza pensare che un intervento più esteso significhi automaticamente una prognosi migliore.
Quando esiste un rischio genetico molto elevato
In casi selezionati, la mastectomia può essere presa in considerazione anche come chirurgia di riduzione del rischio nelle persone con predisposizione ereditaria molto elevata, come alcune portatrici di mutazioni BRCA1 o BRCA2. Secondo il NCI, la chirurgia profilattica bilaterale riduce in modo molto importante il rischio, pur non azzerandolo completamente.
La mastectomia è sempre più sicura della chirurgia conservativa?
No. Questo è uno dei punti più importanti da spiegare bene. Quando il tumore al seno è in fase iniziale e la paziente è candidata sia a chirurgia conservativa sia a mastectomia, la scelta non si basa sull’idea che una sia “più forte” dell’altra, ma su quale sia la più adatta a quel caso specifico. Il NCI riporta che lumpectomia più radioterapia è efficace quanto la mastectomia nel ridurre il rischio di morte per tumore al seno o di recidiva in molte pazienti candidabili a entrambe le opzioni.
Mastectomia e ricostruzione: cosa sapere
Per molte donne, parlare di mastectomia significa anche parlare di ricostruzione mammaria. È importante sapere che la ricostruzione non è obbligatoria, ma è una possibilità che può essere valutata insieme al chirurgo. Può essere eseguita nello stesso intervento oppure in un secondo momento, dopo la guarigione e dopo gli eventuali trattamenti complementari.
Sapere in anticipo quali sono le opzioni disponibili aiuta ad affrontare la decisione con maggiore serenità. Per alcune pazienti la ricostruzione è un elemento importante del percorso; per altre, la priorità è diversa. Anche questa scelta va rispettata e personalizzata.
Il punto più importante: non esiste una scelta giusta per tutte
La domanda corretta non è “la mastectomia è meglio della quadrantectomia?”, ma piuttosto: qual è l’intervento più adatto per me? La risposta nasce sempre dal confronto tra referti, esami radiologici, possibilità di radioterapia, eventuali opzioni ricostruttive e desideri della paziente. Le principali linee guida per pazienti insistono proprio su questo approccio condiviso e multidisciplinare.
Quando può essere utile una visita specialistica
Se ti è stata proposta una mastectomia o se vuoi capire se sia davvero la scelta più adatta nel tuo caso, una valutazione specialistica può aiutarti a fare chiarezza. In questa fase è importante ricevere spiegazioni precise ma anche comprensibili: capire il motivo della proposta chirurgica, quali alternative esistono, se è possibile una ricostruzione e quali risultati ci si può aspettare. Una decisione così importante merita tempo, ascolto e un confronto specialistico dedicato.
Conclusione
La mastectomia è una scelta importante, ma in molte situazioni può essere la soluzione più adatta per curare il tumore al seno in modo corretto e sicuro. Non rappresenta un fallimento della chirurgia conservativa e non deve essere vissuta come una scelta automatica o imposta: è un’opzione terapeutica precisa, che trova indicazione in casi ben definiti e che deve essere discussa con attenzione insieme allo specialista.
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Prof. Massimo Vergine-Chirurgo senologo
Direttore Unità Operativa della Chirurgia della mammella- chirurgo Breast Unit
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FAQ sulla mastectomia
In quali casi viene consigliata la mastectomia?
Può essere consigliata quando il tumore è molto esteso rispetto al seno, quando ci sono più aree di malattia nella stessa mammella, quando la radioterapia non è possibile, quando i margini non sono liberi dopo una chirurgia conservativa o quando esiste un rischio genetico molto elevato.
La mastectomia è sempre più efficace della quadrantectomia?
No. Quando entrambe le opzioni sono appropriate, la scelta dipende dal singolo caso. In molte pazienti candidabili a entrambe, la chirurgia conservativa con radioterapia è efficace quanto la mastectomia.
Dopo la mastectomia si può ricostruire il seno?
Sì. La ricostruzione può essere effettuata nello stesso intervento oppure in un secondo momento.
Posso scegliere io la mastectomia?
In alcuni casi sì, purché la decisione nasca da un confronto informato con il team curante e dalla comprensione delle alternative disponibili.
Se ho una mutazione BRCA, la mastectomia può servire a ridurre il rischio?
Sì, in casi selezionati può essere presa in considerazione come chirurgia di riduzione del rischio.
Prof. Massimo Vergine – Chirurgo senologo
Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia della Mammella
Policlinico Umberto I – Roma
Chirurgo di riferimento nel PDTA della Breast Unit del Policlinico Umberto I
Sono un chirurgo senologo e Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia della Mammella del Policlinico Umberto I di Roma, dove svolgo attività clinica, chirurgica e organizzativa dedicata alla diagnosi e al trattamento delle patologie della mammella.
Il mio percorso professionale si è sviluppato in ambito universitario e ospedaliero, con una specializzazione sempre più focalizzata sulla chirurgia senologica oncologica, sulla multidisciplinarietà e sulla centralità della paziente. Nel corso degli anni ho maturato una solida esperienza nella gestione del tumore della mammella, dalla diagnosi alla chirurgia, fino al follow-up, collaborando in stretta sinergia con oncologi, radiologi, radioterapisti, anatomopatologi e psicologi.
Come responsabile di Unità Operativa coordino un team dedicato e promuovo un modello assistenziale basato su evidenze scientifiche, innovazione tecnologica e umanizzazione delle cure. Particolare attenzione è rivolta alla chirurgia conservativa, alle tecniche oncoplastiche e alla personalizzazione del trattamento, sempre nel rispetto della sicurezza oncologica e della qualità di vita.
Attività
- Oltre 30.000 visite senologiche e 3.500 interventi di chirurgia oncologica della mammella
- Direttore del Master universitario di II livello in Tecniche Avanzate in Chirurgia Oncologica della Mammella
- Presidente dell’associazione no profit FILO TESO, dedicata alla prevenzione e al supporto delle donne operate di tumore al seno
- Master in Management Sanitario e Direzione Sanitaria Aziendale conseguito nel 2024 presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma
- Autore del libro Vivere dopo il tumore al seno, dedicato al percorso di rinascita delle donne operate

