Mastectomia a Roma: quando è indicata e come si pianifica

 

La mastectomia è l’intervento chirurgico con cui si rimuove l’intera mammella. Oggi non viene più considerata una scelta “automatica” per tutte le pazienti con tumore al seno, ma una procedura da valutare in modo personalizzato in base al tipo di tumore, alle sue dimensioni rispetto al seno, all’eventuale presenza di più focolai, alla possibilità di eseguire la radioterapia e alle preferenze della paziente. Molte donne con DCIS o tumore al seno possono essere candidate sia a una chirurgia conservativa sia a una mastectomia, e la decisione va presa dopo un confronto specialistico accurato.

Nella mia attività di chirurgo senologo a Roma, la mastectomia viene inserita in un percorso clinico e chirurgico costruito sulla singola paziente.

Quando può essere indicata la mastectomia

La mastectomia può essere la scelta più corretta quando il tumore o il DCIS sono grandi rispetto al volume del seno, quando sono presenti più tumori nella stessa mammella, quando c’è stato un precedente intervento conservativo che non ha rimosso completamente le cellule tumorali, quando la paziente non può eseguire radioterapia o l’ha già ricevuta sul torace in passato, oppure in caso di tumore infiammatorio della mammella. Può essere presa in considerazione anche in donne con mutazioni genetiche o forte familiarità che espongono a un rischio molto elevato di un nuovo tumore al seno.

Questo significa che la mastectomia non è “più aggressiva” in senso assoluto, ma semplicemente può essere la soluzione oncologicamente più appropriata in alcune situazioni. In altri casi, invece, la paziente può avere una reale possibilità di scelta tra quadrantectomia/chirurgia conservativa e mastectomia. Proprio per questo, una visita specialistica serve a valutare il quadro nel modo corretto e a chiarire vantaggi, limiti e implicazioni delle diverse opzioni chirurgiche.

Quali tipi di mastectomia esistono oggi

Oggi si parla di mastectomia in modo più preciso rispetto al passato, perché esistono diverse tecniche, da scegliere in base al quadro clinico e al piano ricostruttivo.

La mastectomia totale o semplice prevede l’asportazione dell’intera mammella, compresi capezzolo, areola, tessuto mammario e cute; in alcuni casi può associarsi anche la biopsia del linfonodo sentinella. La mastectomia radicale modificata comprende invece, oltre alla mammella, anche la rimozione dei linfonodi dell’ascella quando indicato dal punto di vista oncologico.

Esistono poi tecniche più moderne come la skin-sparing mastectomy, che preserva la maggior parte della cute per facilitare la ricostruzione, e la nipple-sparing mastectomy, che in casi selezionati consente di preservare anche il complesso areola-capezzolo. In quest’ultima procedura è particolarmente importante rimuovere correttamente il tessuto dietro il capezzolo e inviare il cosiddetto nipple margin all’esame patologico come campione separato.

Mastectomia e ricostruzione mammaria

Dopo una mastectomia, la paziente può scegliere tra diverse possibilità: ricostruzione immediata, ricostruzione differita, uso di una protesi esterna oppure scelta di non ricostruire il seno e mantenere un profilo toracico piatto. Secondo il National Cancer Institute, la ricostruzione può essere effettuata nello stesso intervento della mastectomia oppure in un secondo momento; alcune tecniche come la skin-sparing e la nipple-sparing si associano spesso a una ricostruzione contestuale.

La scelta del percorso ricostruttivo dipende dal tipo di tumore, dalla qualità dei tessuti, dall’eventuale necessità di radioterapia, dalle preferenze della paziente e dal piano chirurgico condiviso con il team. Questo è uno dei motivi per cui oggi la pianificazione della mastectomia non riguarda solo “quanto togliere”, ma anche come ottenere il miglior equilibrio possibile tra sicurezza oncologica, risultato estetico e qualità di vita. Questa è una mia sintesi basata sul fatto che le fonti aggiornate descrivono la ricostruzione come parte integrante del percorso decisionale e sottolineano l’importanza di confrontare le opzioni in base a ciò che conta per la paziente.

Mastectomia - Prof. Massimo Vergine -Miglior chirurgo senologo a Roma

Mastectomia monolaterale o bilaterale

La mastectomia monolaterale riguarda la sola mammella colpita. La mastectomia bilaterale prevede invece la rimozione di entrambe le mammelle e può essere proposta quando il tumore è presente in entrambe oppure quando il rischio di sviluppare un secondo tumore è molto alto per motivi genetici o familiari. Il National Cancer Institute specifica però che, in assenza di mutazioni genetiche o forte familiarità, una mastectomia bilaterale eseguita al posto di una monolaterale non aumenta la sopravvivenza.

Nelle pazienti con una variante patogena di BRCA1 o BRCA2, una mastectomia bilaterale di riduzione del rischio può abbattere il rischio di carcinoma mammario di almeno il 95%; nelle donne con forte storia familiare, la riduzione può arrivare fino al 90%, pur non essendo mai una protezione assoluta perché non è possibile rimuovere tutto il tessuto mammario a rischio.

Recupero dopo mastectomia

Il recupero dopo una mastectomia dipende dal tipo di intervento eseguito e dall’eventuale ricostruzione. Il National Cancer Institute indica che molte persone iniziano a riprendere le normali attività dopo circa 4 settimane, ma i tempi possono essere più lunghi se è stata eseguita una ricostruzione.

Come ogni intervento chirurgico, anche la mastectomia può comportare complicanze e effetti collaterali: infezione, dolore o fastidi persistenti, rigidità di braccio e spalla, e linfedema, soprattutto quando vengono rimossi molti linfonodi ascellari. Per questo il decorso postoperatorio va sempre seguito con attenzione e spiegato con chiarezza già prima dell’intervento.

Come si decide tra quadrantectomia e mastectomia

Nelle pazienti in cui entrambe le opzioni sono possibili, la decisione non dovrebbe basarsi solo sul nome dell’intervento. Le fonti aggiornate raccomandano di confrontare in modo concreto le alternative e di considerare fattori come necessità di radioterapia, rischio di ulteriori interventi, tempi di recupero, impatto sul corpo, preferenze personali e possibilità ricostruttive. Il National Cancer Institute indica esplicitamente tra i passaggi utili anche il chiedere una seconda opinione.

Per chi cerca una mastectomia a Roma, il punto di partenza corretto è una visita senologica e chirurgica che permetta di valutare esami, biopsia, imaging, genetica quando indicata e possibili opzioni terapeutiche. In questo modo la paziente può affrontare il percorso in modo più consapevole, con un piano costruito sul proprio caso clinico. Questa è un’inferenza ragionevole basata sulle fonti che insistono sulla personalizzazione della scelta chirurgica e sul confronto informato tra opzioni.

Mastectomia a Roma con il Prof. Massimo Vergine

Il Prof. Massimo Vergine si occupa di chirurgia della mammella e svolge attività specialistica a Roma presso la Breast Unit Policlinico Umberto I, ed in attività intramoenia presso la  Clinica Mater Dei e Clinica Villa Margherita. Per le pazienti con diagnosi di tumore al seno, referto istologico già disponibile, dubbio tra chirurgia conservativa e mastectomia o necessità di una seconda opinione, la visita specialistica rappresenta il primo passaggio per definire il trattamento più appropriato.

FAQ sulla mastectomia

La mastectomia è sempre necessaria nel tumore al seno?
No. Molte donne con DCIS o tumore al seno possono essere candidate anche a una chirurgia conservativa; la scelta dipende dal quadro clinico, dagli esami e dalle preferenze della paziente.

Quando si preferisce la mastectomia alla quadrantectomia?
In genere quando il tumore o il DCIS sono grandi rispetto al seno, quando ci sono più focolai, quando la radioterapia non è possibile o quando un precedente intervento conservativo non ha rimosso completamente la malattia.

Esistono tecniche che preservano la pelle o il capezzolo?
Sì. In casi selezionati possono essere eseguite skin-sparing o nipple-sparing mastectomy, spesso associate a ricostruzione.

Dopo una mastectomia è obbligatorio ricostruire il seno?
No. La ricostruzione può essere immediata, differita, oppure si può scegliere una protesi esterna o la soluzione flat senza ricostruzione.

Quanto dura il recupero dopo una mastectomia?
Molte persone iniziano a riprendere le normali attività intorno alle 4 settimane, ma i tempi possono allungarsi in caso di ricostruzione o procedure associate.

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Prof. Massimo Vergine-Chirurgo senologo

Direttore Unità Operativa Complessa della Chirurgia della mammella- chirurgo Breast Unit

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📍  Breast Unit: Policlinico Umberto I  - visita senologica con prenotazione Recup 06.9939 - Il Prof. Vergine visita il lunedi mattina 8-13
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📞 Telefono: 06.862751 – 
🕒 Orari: Lunedi ore 14,30-17

mail  massimo.vergine@uniroma1.it

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