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Tumore al seno -come si cura

Informazioni generali sul tumore del seno

Informazioni generali sul tumore del seno - Chirurgia Tumore del seno

Come si presenta il tumore del seno , come si riconoscerlo e come si cura

Il tumore della mammella, o carcinoma della mammella è il tumore più diffuso nella donna. 

Come la maggior parte dei tumori inizia con un possibile danno al DNA delle cellule mammarie per diverse cause  .

Avviene cosi una moltiplicazione delle cellule  tumorali che tendono con il tempo a creare una massa che può invadere i tessuti buoni circostanti.

Si sviluppano così i carcinomi della mammella che possono essere duttali o lobulari , in base alle cellule da cui prendono origine : infatti i carcinomi duttali prendono origine dai dotti e rappresentano l'80% dei tumori del seno , mentre i carcinomi lobulari prendono origine dai lobuli e per questo detti lobulari e rappresentano il 15-20 % dei carcinomi mammari.

A seconda dello stadio , il tumore al seno può essere localizzato o diffondersi ai tessuti circostanti o anche in altre parti del corpo attraverso i vasi linfatici o i vasi ematici

Quali sono i fattori di rischio del tumore al seno

Quali sono i fattori di rischio per il tumore del seno?

I principali fattori di rischio del tumore alla mammella sono:

  • età: il rischio diviene maggiore con l’aumento dell’età
  • storia personale di tumore al seno: un precedente tumore a una mammella aumenta il rischio di sviluppare un altro tumore.
  • casi di tumore in famiglia (anamnesi familiare)
  • fattori ereditari: le mutazioni di alcuni geni (errori di “trascrizione” del codice genetico), come i geni BRCA di tipo 1 (BRCA1) e di tipo 2 (BRCA2), che aumentano il rischio di tumore al seno e alle ovaie, e di p53 che aumenta il rischio di tumori mammari, cerebrali e sarcomi
  • esposizione alle radiazioni
  • obesità, soprattutto dopo la menopausa
  • inizio della menopausa in tarda età, dopo i 55 anni
  • aver avuto il primo figlio dopo i 35 anni
  • terapia ormonale sostitutiva per trattare i disturbi della menopausa
  • abuso di alcool
Quali sono i fattori di rischio del tumore al seno - Chirurgia Tumore del seno

Come si diagnostica un tumore al seno ?

Come si diagnostica un tumore al seno ? - Chirurgia Tumore del seno

Quali sono le indagini per fare diagnosi di un tumore al seno?

   Nelle strategie per il controllo del tumore alla mammella la fase diagnostica riveste da sempre un’importanza fondamentale:

 Il complesso processo di sviluppo e crescita tumorale vede infatti una latenza di molti anni, durante il quale la malattia non manifesta sintomi che possono indurre il medico o la donna a sospettarne l’esistenza.

In questo caso, però, segni minimi ed indiretti  possono essere rilevati dalle indagini strumentali e, in particolare, dalla mammografia.

A titolo di esempio va ricordato che, quando ci si trova di fronte ad una neoplasia della mammella di un centimetro, potrebbe essere trascorso qualche anno dalla sua insorgenza.

La diagnosi precoce del tumore al seno  non consente solo di ottenere altissime percentuali di guarigione ma offre alle pazienti anche due altri importantissimi vantaggi: la certezza di poter essere curate con interventi sempre meno mutilanti e invasivi e, spesso, di poter evitare il ricorso alla chemioterapia.

INDAGINI DIAGNOSTICHE IN SENOLOGIA

 

Autoesame (autopalpazione) del seno

La maggior parte dei tumori della mammella viene ancora oggi scoperta in seguito al riscontro da parte della paziente della presenza di uno o più segni sospetti.
Questo purtroppo avviene perché ancora molte, troppe, donne per varie ragioni non si sottopongono a controlli senologici regolari utili per cogliere la malattia in fase asintomatica.
 
Per questo è importante che le donne siano almeno correttamente informate e imparino a conoscere il proprio seno attraverso l'autopalpazione  per potersi rivolgere con tempestività al medico in caso di comparsa di noduli, alterazioni della cute, retrazione dei capezzoli, secrezioni ecc.
 
L’esecuzione periodica dell’autopalpazione del seno deve essere quindi raccomandata, senza peraltro colpevolizzare le donne che non desiderano eseguirlo, tenuto conto del fatto che può essere causa di falsi allarmi e di falsa rassicurazione e che l’evidenza scientifica oggi disponibile non ne dimostra un impatto in termini di riduzione di mortalità.

Visita senologica

È l'esame di base in senologia clinica in particolare nel caso di donne che presentano sintomi e rappresenta l'occasione per affrontare con la donna il problema del tumore della mammella.
Fa parte integrante degli accertamenti diagnostici, fornendo guida alla esecuzione e aiuto alla interpretazione.
Anche se eseguita da professionisti di grande esperienza, la visita senologica presenta dei limiti intrinseci nel riconoscere le lesioni tumorali di dimensioni limitate, così come non è spesso in grado di fornire indicazioni attendibili sulla natura dei reperti riscontrati.
L'esame clinico deve essere quindi integrato, che in presenza di un qualsiasi reperto o segno minimamente dubbio, da altri test complementari.
Non si può peraltro affidare solo alle indagini strumentali una visione d’insieme della persona e del suo stato di salute, in relazione alla prevenzione o alla cura del tumore al seno, ma è necessario accompagnare la donna attraverso un percorso il più rassicurante possibile, del quale la visita senologica è primo passo ma anche punto di riferimento costante.

Mammografia

La mammografia, tecnica morfologica capace di esplorare la mammella in tutta la sua completezza è, fra le indagini attualmente disponibili, quella che consente di individuare il maggior numero di tumori del seno in fase iniziale.
Nonostante la sua elevata sensibilità non è per altro in grado tuttavia di identificare tutti i tumori, soprattutto nelle mammelle a maggior densità. Per tale ragione, la mammografia va ripetuta periodicamente e costantemente.
Concetto, questo, che il medico dovrebbe spiegare chiaramente alle donne, per motivarle a controllarsi con regolarità evitando peraltro ansie ingiustificate.
Eseguire la mammografia nelle donne di età superiore ai 35 anni è sempre opportuno in presenza di un sintomo perché permette, da un lato, di migliorare sensibilità diagnostica globale e, dall’altro, di evitare nei casi risultati inequivocabilmente benigni il ricorso alla biopsia. La mammografia è un esame privo di rischi perché viene eseguito con apparecchi dedicati, in grado di produrre ottime immagini con dosi di radiazioni molto contenute e ulteriormente ridotte con l’avvento e la diffusione della tecnologia digitale e con la tomosintesi.  Molto importante riveste la mammografia nello studio delle microcalcificazioni mammarie , che talvolta sono presenti nelle fasi iniziali dei tumori  (microcalcificazione a cluster).
Le microcalcificazioni sono il segno radiologico più frequente nel carcinoma duttale in situ e in circa il 60% dei casi rappresenta l'unica evidenza della patologia.In circa il 30% dei casi le microcalcificazioni si possono associare a neoformazioni nodulari.
 

Ecografia mammaria

L'ecografia  è una metodica basata sull’uso degli ultrasuoni e non prevede in nessun modo l’impiego di radiazioni ionizzanti.
In senologia è l'esame di elezione nelle donne giovani che presentano di sintomi, come integrazione della mammografia in presenza di seno denso o di reperti dubbi e nella valutazione di impianti protesici.
Nonostante il continuo evolversi della tecnologia, l'ecografia rimane ancora esame complementare alla clinica ed alla mammografia e non dovrebbe essere utilizzata come unico esame diagnostico se si eccettuano le situazioni già enunciate.
Associata alla mammografia, ne incrementa la sensibilità sia su lesioni palpabili che non palpabili.
L'ecografia mammaria è in genere la metodica di scelta nelle donne giovani, perchè evita l'esposizione a radiazioni.
Inoltre è la metodica di elezione in caso di sospette neoformazioni in donne in gravidanza , nonchè durante l'allattamento . 
L'ecografia mammaria è utile anche nella valutazione di noduli palpabili periferici , difficilmente visibilialle tradizionali mammografie..
Indispensabile l'ecografia è nello studio del cavo ascellare e quindi dei linfonodi in ascella . In caso di linfonodi sospetti si può eseguire un agoaspirato ecoguidato

Risonanza magnetica della mammella

La risonanza magnetica della mammella si avvale di apparecchiature dotate di programmi in grado garantire l’esecuzione di uno studio panoramico dinamico di entrambe le mammella grazie all’elaborazione delle immagini precedentemente acquisite.
Allo stato attuale, la risonanza mammaria non è proponibile come primo esame di diagnostica senologica ma solo come tecnica da impiegarsi ad integrazione di mammografia e dell’ecografia.
 
Le indicazioni principali all’esame sono: lo studio di donne a rischio genetico o elevato rischio familiare per carcinoma mammario:
la ricerca di eventuali altri focolai di malattia occulta in caso di lesioni già diagnosticate con tecniche tradizionali e candidate ad intervento chirurgico conservativo:
la valutazione delle donne con protesi perché risulta ancor più efficace dell’ecografia per valutare l’integrità degli impianti.
Il mancato rispetto di queste indicazioni riportate oltre ad ostacolare il corretto iter diagnostico, rischia di creare false aspettative da parte delle donne ed inutili e costose richieste di controlli a distanza di tempo o biopsie.

ACCERTAMENTI SUGGERITI  PER PREVENZIONE O DIAGNOSI DI TUMORE AL SENO

 

Donne senza sintomi

Età inferiore ai 40 anni
Il primo test consigliato è l'esame clinico. In presenza di segni obiettivi che meritino un ulteriore accertamento diagnostico si dovrà ricorrere all' ecografia e, se necessario, alla mammografia e al prelievo con ago. Il solo controllo ecografico di routine, in assenza di segni obiettivi, non trova giustificazione. Prima di una stimolazione ormonale o di posizionamento di impianto protesico potrebbe essere utile sottoporre a mammografia la donna sopra i 35 aa.
 
Età 40-49 anni
In questa fascia di età i controlli sono consigliati ogni 12-18 mesi. Date le maggiori difficoltà diagnostiche, derivanti dalla maggior frequenza di seni ad alta densità, potrà essere valutato l’impiego a fianco della mammografia anche dell'esame clinico e dell’ecografia, specie in presenza di fattori di documentata familiarità per tumore mammario e/o ovarico.
 
Età oltre 50 anni
L’esame da raccomandare è la mammografia con periodica biennale. A fianco di questa, come per le quarantenni, potrà essere valutato l’impiego dell'esame clinico e dell’ecografia. Il prolungamento della vita media suggerisce di continuare i controlli periodici almeno fino ai 74 anni. La letteratura evidenzia un rischio di incidenza di tumore al seno significativamente superiore per le donne in terapia da almeno 5 anni, e, in alcuni studi, si ipotizza una minore sensibilità dell'esame mammografico a causa di un aumento della radiodensità delle strutture mammarie.
Questi elementi sembrerebbero giustificare l’opportunità di incrementare la frequenza dei controlli (ad esempio, a intervalli annuali).

Donne con sintomi clinici

Età inferiore ai 40 anni
 
In rapporto alla ridotta incidenza del carcinoma mammario e quindi al modesto rischio di queste donne di esserne affette, l'esame clinico eseguito può essere sufficiente.
Tuttavia, in caso di riscontro di vera patologia focale, risulta indispensabile il ricorso all'ecografia, alla mammografia ed eventualmente all’ accertamento con agoaspirazione.
 
Età superiore ai 40 anni
La mammografia, la visita senologica e l'ecografia, associate, consentono la diagnosi corretta della maggior parte dei tumori della mammella e pone al riparo dalla mancata diagnosi di carcinomi radiologicamente non rilevabili.
Lo studio con ecografia è indispensabile sia in caso di non buona esplorabiltà radiologica della mammella (mammelle dense) sia in caso di riscontro mammografico o clinico di noduli di natura non chiara.

* sintesi dalle linee guida della Forza Operativa Nazionale sul Carcinoma Mammario.

Quali sono i trattamenti per un tumore al seno?

Come si cura un tumore al seno? 

La Breast Unit del Policlinico Umberto I per i tumori del seno

 Cosa vuol dire avere a disposizione una Breast Unit per una donna affetta da un tumore al seno?

 Che la si voglia chiamare Breast unit o Centro di Senologia quando una donna  sceglie questo  tipo percorso  si affida soprattutto a dei professionisti con competenze specifiche nel campo della senologia.

 Nel caso ad una donna sia stato già diagnosticato un tumore al seno, la Breast Unit prende in carico la paziente e gestisce il percorso diagnostico-terapeutico . Tutto ciò è possibile grazie all'equipe multidisciplinare della della Breast Unit.

 La  paziente sarà seguita seguendo gli studi  più attuali cosi da avere  maggiori possibilità di guarigione , secondo elevati standard internazionali grazie a medici e personale specializzato per il carcinoma della mammella.

 

Inoltre alla paziente viene garantito una corsia privilegiata con tempi di attesa minimi tra l'inserimento in lista operatoria e l'intervento stesso.

Inoltre sarà poi seguita dal team della breast unit.

Chirurgia del tumore del seno

Nei casi in cui la chirurgia sia l’opzione terapeutica più indicata, il chirurgo senologo asporta il tumore mentre gli specialisti di Anatomia Patologica e di Radiologia Diagnostica valutano immediatamente il tessuto asportato, così da fornire la valutazione direttamente al chirurgo in sala operatoria.

La collaborazione stretta con l’anatomo-patologo consente al chirurgo di verificare con lui i margini entro i quali è possibile asportare il tessuto del tumore ed altri importanti dettagli. Oggi le operazioni sono sempre più mirate e limitate. L’obiettivo è risparmiare al massimo il tessuto mammario sano.

Le opzioni chirurgiche per il trattamento del cancro della mammella comprendono tecniche d’avanguardia quali:

  • biopsia radioguidata del linfonodo sentinella: questa tecnica ormai sostituisce la dissezione ascellare (asportazione chirurgica di tutti i linfonodi ascellari) nella stadiazione del carcinoma mammario
  • interventi chirurgici radioguidati per i tumori non palpabili: questa tecnica prevede la localizzazione anticipata del tumore (il giorno prima dell’intervento) sotto guida ecografica o stereotassica.
  • quadrantectomia: asportazione del tumore circondato da un margine di tessuto sano 
  • mastectomia: rimozione dell’intera mammella, con o senza ricostruzione
  • mastectomia con conservazione dell’areola e del capezzolo con valutazione istologica intraoperatoria del tessuto retroareolare 

Chirurgia oncoplastica

  La Chirurgia Plastica nei tumori della  mammella  trova ampia applicazione negli interventi sia conservativi che ricostruttivi dopo mastectomia.

Nella chirurgia conservativa oncologica, le principali tecniche di rimodellamento estetico non ricorrono all’uso di protesi e garantiscono una maggiore radicalità ed un miglior risultato estetico; spesso si eseguono interventi bilaterali a garanzia di una migliore simmetria mammaria.

Anche in caso di mastectomia, la ricostruzione è quasi sempre immediata, tramite inserimento di espansore o protesi definitiva. Quando necessario vengono utilizzati lembi muscolo-cutanei.

Radioterapia

La radioterapia consiste nell'uso di radiazioni ad alta energia per distruggere potenziali cellule neoplastiche residue. Per le pazienti sottoposte a radioterapia è prevista la consulenza di un oncologo specializzato in radioterapia prima di iniziare il trattamento. La radioterapia può essere raccomandata nei casi in cui:

  • il trattamento del cancro della mammella prevede una quadrantectomia.
  • il tumore ha un diametro maggiore di 5 centimetri al momento della mastectomia.
  • le cellule neoplastiche sono presenti in molti linfonodi.

Chemioterapia nel tumore del seno

Una parte delle pazienti con tumore del seno  viene sottoposta a chemioterapia (somministrazione di farmaci) dopo la guarigione dall’intervento chirurgico, e prima della radioterapia, per distruggere le cellule neoplastiche che potrebbero essersi diffuse al di fuori della mammella.

Gli oncologi  scelgono i farmaci chemioterapici e la sequenza del trattamento in base alle caratteristiche del tumore di ogni singola paziente.

La chemioterapia può essere proposta prima della chirurgia nei casi in cui il tumore sia esteso e non asportabile con un intervento conservativo, abbia interessato i linfonodi oppure abbia aderito ai muscoli della parete toracica. La chemioterapia preoperatoria è indicata anche nei casi di carcinoma infiammatorio della mammella.

Ormonoterapia nel tumore del seno

In cosa consiste la terapia ormonale detta anche ormonoterapia ?

A cosa serve ? In quali casi si prescrive?

  • L’ormonoterapia, o terapia ormonale, consiste nella somministrazione di farmaci in grado di interferire con l’attività degli estrogeni, ormoni ritenuti coinvolti nell’insorgenze e nello sviluppo di almeno due terzi dei tumori mammari. Per tale motivo si ritiene che la loro riduzione possa essere un trattamento efficace.

 

I meccanismi di azione fondamentali dell’ormonoterapia sono sostanzialmente tre: 

1). impedire alla cellula tumorale di essere influenzata dagli ormoni prodotti dall’organismo attraverso la somministrazione di un antiestrogeno (Tamoxifen);

2). inibire la produzione di estrogeni, bloccando l’azione di un enzima, aromatasi, che trasforma gli androgeni in estrogeni (inibitori dell’aromatasi);

 3). inibire la produzione degli estrogeni prodotti dalle ovaie utilizzando gli analoghi dell’LHRH (ablazione ovarica). 

  • In quali casi è indicata la terapia ormonale?

L’ormonoterapia è efficace soltanto nelle donne in cui è stata dimostrata la presenza di recettori per l’estrogeno e/o il progesterone sulla superficie delle cellule tumorali.

Il tumore si definisce in questo caso estrogeno-positivo (ER+) e/o progesterone-positivo (PGR+).

Come avviene la scelta del trattamento ormonale?

 La scelta del trattamento più indicato per ogni donna dipende da una serie di fattori, i principali dei quali sono:

• caratteristiche della malattia

• trattamenti già ricevuti

• presenza di recettori specifici sulle cellule neoplastiche 

• stato menopausale.

L’oncologo discuterà con voi quale tipo di terapia ormonale sia più indicato nel vostro caso, consigliando una terapia ormonale con tamoxifen o con un inibitore dell’aromatasi o potrebbe essere offerta la sequenza dei due farmaci per un tempo complessivo di almeno cinque anni.

Il Tamoxifene

  • Il tamoxifene appartiene alla classe degli antiestrogeni. Ilmeccanismo di azione di tali sostanze consiste nell’impedire che l’estrogeno si combini con le cellule tumorali e ne stimoli la crescita.
  • Il tamoxifene può essere attivo sia nelle donne che non hanno raggiunto la menopausa (stato pre-menopausale) sia alle donne che sono già in menopausa (stato post-menopausale).
  • Il tamoxifene è la terapia più comune per le donne in stato pre-menopausale.

Terapia biologica ed altre terapie per il tumore al seno

 Le terapie biologiche (a base di farmaci biologici, basati su proteine ovvero derivati da materiale vivente, di natura cellulare), tra cui principalmente il trastuzumab o Herceptin, sono utilizzate per trattare alcuni tipi di tumori mammari che esprimono un quantitativo abnorme del recettore 2 del fattore di crescita epidermico (HER2), sia subito dopo l’intervento chirurgico, sia in caso il tumore si ripresenti.

In caso il tumore che esprime HER2 sia cresciuto dopo il trattamento con trastuzumab, può essere utilizzata un’altra terapia biologica che agisce con un meccanismo differente, il lapatinib. 

Appuntamento per visita senologica

Appuntamento per visita senologica - Chirurgia Tumore del seno

   

Prof. Massimo Vergine

    Responsabile Unità Operariva Complessa della CHIRURGIA DELLA MAMMELLA

 

Prenota la tua visita con il Prof. Massimo Vergine

nell'ambulatorio  di Senologia ( prevenzione e terapia del tumore del seno)

del Policlinico Umberto I- Roma

Il Prof. Vergine visita presso la Breast Unit del Policlinico Umberto I

esclusivamente il Lunedi (orario 8-13) -

Per l'appuntamento scrivere a massimo.vergine@uniroma1.it 

lasciando un recapito telefonico e verrete ricontattate per fissare

giorno e orario della visita senologica

 

Visita intramoenia :

Studio One day medical center - Via attilio Ambrosini 114- Roma

Tel: 0645212038     Cellulare : 3396166430       

Per qualsiasi informazione scrivi a :  massimo.vergine@uniroma1.it